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Una giornata al Parco del Basilico

11-03-2010 Una mattinata diversa dal solito, a contatto con il verde e con le tradizioni di una volta. A vivere qualche ora fuori dall’edificio scolastico. Oggi è toccato alla quinta elementare della scuola Agostino De Scalzi di Genova Centro, grazie al Progetto Giovani della Fondazione Carige in collaborazione con il Parco del Basilico. L’iniziativa si svolge fino al 15 maggio ed offre l’opportunità alle scuole che ne fanno richiesta di scoprire la filiera del Basilico. La giornata inizia con la visita alle serre di Francesco Ratto, chiamato da tutti Lilli. La sua famiglia ha sempre lavorato la terra, e dal 1930 coltivano basilico. Lui era ancora un bambino quando ha iniziato ad aiutare il padre “Ma non voglio che mio figlio faccia la mia vita!” afferma Lilli. Le sue serre sono a ridosso dell’autostrada, eppure sembra di essere in piena campagna: pace e tranquillità regnano sovrani. Tutta un’altra vita, insomma, eppure siamo sempre a Genova. Con in mano la macchina fotografica e tante curiosità da soddisfare i bambini seguono Lilli dentro la serra, giocando a fare gli equilibristi tra le assi di legno appoggiate a terra. E si comincia a scoprire come si prepara il terreno per la semina del Basilico, a quale temperatura deve stare la serra, che tipo di concimazione viene fatta e poi i possibili parassiti: “Il Fusarium - spiega Lilli - è un tipo di fungo che chiude le canalette della pianta. Purtroppo è infestante ed è difficile liberarsene. Proprio in queste settimane si sta provando un nuovo seme che dovrebbe essere immune dal Fusarium. Altro parassita è l’Anguillula, che attacca la radice e non fa passare la linfa”. Sono poi i bambini a chiedere come viene irrigata la serra e come mai ci sono delle passerelle. Il loro interesse aumenta quando vedono due aiutanti di Lilli appoggiare una panchetta bassa, sedersi e cominciare a raccogliere le piantine.
La visita alla serra di Lilli termina qui, fa tanto caldo, mentre fuori soffia un vento freddo. E’ tempo di tornare a Villa Podestà e iniziare a fare un po’ di pesto. I mortai sono pronti, i pestelli ci sono, ma gli ingredienti quali sono? “Aglio, olio, pinoli” fin qui tutta la classe è d’accordo, poi c’è chi azzarda a dire “ricotta”, altri “grana”, altri ancora “pecorino”. Cristina Ferrari, guida del Parco, spiega brevemente le differenze e ricorda che nel levante ligure si utilizza anche la Prescinseua. E ora tutti in cucina a lavorare!
I bambini si alternano davanti al mortaio, si fanno foto a vicenda, ridono e assaggiano il pesto fatto accompagnato dalla focaccia di Voltri. Un’esperienza diversa, unica, che li fa tornare vicini alle tradizioni liguri. Roberto Bognetti, responsabile del Progetto Giovani, racconta come è nata l’idea di questo progetto: “Cinque anni fa, sulla scia delle attività che l’ufficio scolastico regionale proponeva alle scuole, abbiamo pensato di creare questa opportunità per i giovani dai 3 ai 18 anni. Prima solo con attività motorie e sportive, poi, su decisione della Fondazione Carige, abbiamo allargato all’ambito culturale e didattico. Ci basiamo su tre filoni: i laboratori: la filiera del basilico è uno, ma in tutto sono dodici e sono dedicati alle attività svolte in Liguria: dalla lavorazione dell’ardesia alla coltivazione della nocciola, dell’uva, ai funghi e alle castagne. Proponiamo anche eventi culturali, per esempio stiamo mandando circa quattrocento ragazzi in pulman fino a Marsala, per conoscere i luoghi simbolo dell’Unità d’Italia. Abbiamo attivato anche dei laboratori teatrali: le compagnie teatrali si recano nelle scuole e si organizza uno spettacolo da presentare poi a maggio”. Organizzate dal Progetto Giovani sono anche le manifestazioni che si trovano in tutta la Liguria e quella di Genova, la più grande, a fine maggio: centocinquanta attività, quattro serate di musica e balli, Porto Antico, via San Lorenzo e piazza De Ferrari in festa. “E’ un modo per dare visibilità – spiega Bognetti - a chi ha collaborato con noi durante l’anno. Vuole essere una manifestazione di carattere popolare, con artisti solo locali”.



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