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Basilico Genovese Dop: arrivano i patti di filiera

13-04-2010 Agricoltori, commercianti e ristoratori. Si stringono la mano e decidono di camminare insieme. Galeotto in questo nuovo amore il Basilico Genovese Dop, uno dei prodotti principe della nostra cucina.
L'intesa si è concretizzata formalmente attraverso i patti di filiera, promossi dal Consorzio di Tutela del Basilico Genovese Dop. Vale a dire l'impegno sottoscritto dai ristoratori e dai trasformatori a utilizzare il basilico certificato nel proprio locale in cambio di materiali promozionali che lo valorizzano verso i clienti.
Un modo da un lato di potenziare per gli agricoltori la rete di distribuzione del prodotto e dall'altro di valorizzare gli esercizi che lavorano prodotti di qualità, puntando sulla capacità dei consumatori di riconoscerne il valore aggiunto.

"Sempre più spesso il basilico è bandiera di Genova nel mondo - è intervenuto Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio, Ente deputato ai controlli sulla Denominazione di Origine Protetta del Basilico Genovese - . Lo abbiamo visto con il Campionato Mondiale del Pesto svoltosi poco tempo fa al Ducale. Personalmente ho già trovato sui banchi del Mercato Orientale il basilico certificato. Il mio pensiero è stato di comprarne una busta e spedirlo ad amici all'estero, per fargli provare la differenza. Da questo punto di vista credo che Internet possa essere il canale giusto per permettere agli appassionati delle eccellenze gastronomiche di tutto il mondo di approvigionarsi dei prodotti migliori, compreso il nostro basilico".

 In Liguria nel 2009 la produzione stimata di basilico genovese D.O.P. è stata di 20 mila quintali per la trasformazione e di 42 milioni e 500 mila piantine  per il mercato fresco. 844.510 metri quadrati la superficie in serra e pieno campo dedicata a questa produzione.

“La presenza e la riconoscibilità sul mercato – commenta Gianni Bottino, segretario Consorzio Basilico Genovese Dop – del Basilico Genovese Dop, come avvenuto per tutte le altre Denominazioni di Origine Protetta, darà modo al consumatore di conoscere e apprezzare il prodotto. E quindi di aumentarne la domanda. Anche questa iniziativa dei patti di filiera permetterà di promuovere il marchio, che sarà indicato attraverso un apposito bollino applicato sui menu dei ristoratori aderenti accanto ai piatti preparati con il Basilico Genovese a Denominazione di Origine Protetta".

Il Basilico Genovese DOP è quello prodotto solo sul versante tirrenico della Liguria dai produttori iscritti al sistema di certificazione. A loro è richiesto di attenersi a precise tecniche di produzione. Il disciplinare prevede infatti la coltivazione tradizionale e il confezionamento dei bouquet con piantine intere. Il documento indica anche quale tipo di sementi utilizzare, specie Ocimum Basilicum L. di ecotipi o selezioni autoctone, e le caratteristiche della pianta.

"Secondo il disciplinare la coltivazione del Basilico Genovese Dop può essere effettuata in ambiente protetto e in pieno campo
- ha spiegato Paolo Calcagno, coltivatore e presidente della Coldiretti di Savona - . E’ invece vietata la produzione di Basilico Genovese Dop su substrati privi di terreno naturale. Infine il disciplinare indica le regole per il corretto confezionamento del basilico da commercializzare fresco, con il mazzo piccolo o “mazzetto” e il mazzo grande o “bouquet”, e per la trasformazione".

La Denominazione di Origine Protetta del Basilico Genovese è stata rilasciata dopo un lungo iter nel 2005 dalla Commissione Europea.
"Oggi celebriamo un punto di arrivo e di partenza lungo un percorso che vuole avvicinare mondo del consumo, produttori e trasformatori grazie ai prodotti di qualità - ha commentato Germano Gadina, presidente Coldiretti Liguria - . Quello che serve è una reciproca convenienza e onestà tra le parti del patto di filiera e in questo senso possiamo sottolineare come negli ultimi anni il mondo agricolo abbia conquistato una sempre maggiore trasparenza nei metodi di produzione e commercializzazione, attraverso l'impegno sulla tracciabilità".

"Al momento già il 30 % dei ristoratori nostri iscritti ha aderito a questi patti di filiera che vedono oggi la luce
- ha dichiarato Peres Biagio, responsabile ristorazione Confesercenti Genova -  e siamo fiduciosi che la quota aumenterà considerato che grazie a questa intesa i ristoratori hanno a disposizione una rete di vendita garantita del prodotto certificato. E' un passo importante per la tutela dei nostri prodotti tipici, perché diffonde nel consumatore la consapevolezza della differenza tra il Basilico Genovese Dop e quello coltivato in altre zone".

"I patti di filiera promossi dal Consorzio di Tutela del Basilico Genovese Dop - è intervenuta Annalisa Cevasco, coordinatrice Agenzia di Sviluppo GAL Genovese - sono un'importante conquista che dà compiutezza agli studi fatti sino a oggi nel campo della promozione delle filiere produttive. Adesso sarà fondamentale curare un'adeguata rete logistica per facilitare la possibilità che il patto si realizzi nel concreto".


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File
Disciplinare di produzione Basilico Genovese Dop
disciplinare_produzione.pdf

Patti di Filiera
I PATTI DI FILIERA.pdf

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