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Pratorondanino: tra orchidee montane e tropicali domenica festa della biodiversità nel giardino botanico

28-05-2010 Il regno della biodiversità, dalle Alpi alle foreste tropicali, sull’Appennino ligure. E’ il Giardino Botanico Montano di Pratorondanino che domenica 30 maggio – dalle 10 alle 18 – insieme alla fioritura delle orchidee montane che da anni arricchiscono la sua vastissima collezione di specie botaniche, accoglierà un’esposizione di rare orchidee tropicali, accompagnata da una mostra di acquerelli naturalistici e dalla presentazione dei libri Fiordiparco e La famiglia Podestà. Alla giornata, organizzata dalla Provincia con la collaborazione della Comunità Montana Valli Stura, Orba e Leira e della cooperativa Sociale “Maxone Labora”.con visite gratuite dei 6.000 metri quadrati del Giardino (area protetta affidata dalla Regione alla Provincia di Genova, con la gestione del Gruppo Ligure Amatori Orchiedee) parteciperanno l’assessore regionale ai parchi Renata Briano, l’assessore provinciale al turismo Anna Dagnino e il celeberrimo “giardiniere di Calvino” Libereso Guglielmi. All’interno del giardino botanico montano, a 750 metri sul livello del mare, sono stati ricostruiti alcuni tra i più significativi ambienti montani (stagni, habitat rocciosi, boschi e prati ) che ospitano oltre 400 specie provenienti da tutto il mondo, alcune delle quali rare o in pericolo di estinzione. Gli ambienti acquatici, uno stagno ed un laghetto, ospitano equiseti, felci (tra le quali il “fossile vivente”, il giaggiolo acquatico, il trifoglio fibrino, la ninfea bianca e numerose specie di piante “carnivore”, come la rosolida, l’erba unta e la sarracenia. La roccera calcarea, dove spicca la stella alpina, probabilmente il fiore montano più conosciuto, accoglie tre diverse collezioni: semprevivi, sassifraghe e gigli, la primula impolverata (Primula marginata), che espelle il calcare in eccesso ricoprendosi di polvere bianca, il camedrio alpino, un “relitto glaciale”, e la regina delle Alpi, ormai rara ed a rischio di estinzione.
Nella roccera serpentinosa ricordiamo la viola di Bertoloni, endemica del cosiddetto “Gruppo di Voltri” di rocce ofiolitiche che si estende da Sestri Ponente a Voltaggio e da Varazze a Ponzone.
Il bosco ospita conifere e latifoglie d’alto fusto, tra le quali meritano particolare attenzione i “fossili viventi” quali la sequoia gigante, il ginkgo e il pino di Wollemi.
Nei prati crescono numerose specie spontanee, come il trombone e i crochi.
All’interno del Giardino è stato realizzato il “centro per la didattica e la divulgazione scientifica”, rivolto in particolare alle scuole, che permette di approfondire argomenti quali la cellula vegetale, l’evoluzione del mondo vegetale e la geologia della provincia di Genova. Per arrivare a Pratorondanino il modo più suggestivo e naturale è farlo a piedi, prendendo da Masone il sentiero sterrato (percorribile anche in mountain bike) che da via Romitorio risale le pendici orientali del monte Tacco per seguire poi il crinale settentrionale della val Vezzulla. Seguendo il segnavia - rombo giallo pieno - si giunge in un paio d’ore a destinazione. Oppure da Campo Ligure lungo il sentiero con segnavia - due linee orizzontali gialle - che si congiunge con l’itinerario proveniente da Masone alla cappelletta sulle pendici del monte Tacco.
In auto si esce al casello A26 di Masone, imboccando quindi la provinciale del Turchino in direzione di Masone e seguendo poi le indicazioni per Pratorondanino.


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