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Le rose della Valle Scrivia protagoniste della kermesse

09-09-2009 Disseta, rinfresca e appaga il palato. Il gusto è dolce, morbido, avvolgente. Ancor più inconfondibile è il colore rosso rubino, quello dello sciroppo di rosa.
Dall’antica ricetta, un tempo tramandata di generazione in generazione, nasce questo elisir, che trova nella Valle Scrivia la sua patria storica. E che oggi, con l’Expo di Pontedecimo, diventa protagonista anche in Valpolcevera, grazie alla partecipazione delll’Associazione “Le rose della Valle Scrivia” e del Consorzio Valli Genovesi alla kermesse. Il Consorzio si occuperà della ristorazione nei cinque giorni della manifestazione, proponendo prodotti della Valpolcevera e della Valle Scrivia con ricette della tradizione.
Il Consorzio raccoglie le principali aziende agricole e agrituristiche del territorio.
“Il comune denominatore – spiega il presidente Claudio Mirolo - è l‛amore per il nostro territorio, per il nostro lavoro e una comu¬ne “etica” nel fare le cose”.
Quella che contraddistingue anche i produttori di sciroppo di rose della Valle Scrivia.
 “La nostra Associazione - racconta la presidente Barbara Coscia - è stata fondata nel 2000 grazie ad un contributo dell'assessorato all'Agricoltura della Provincia di Genova e dell'Ente Parco Antola e con l'appoggio dell’allora Comunità Montana Alta Valle Scrivia.
In questi anni di lavoro abbiamo recuperato le coltivazioni sul territorio, ridistribuendole anche nei vivai. Fanno parte del nostro gruppo aziende agricole e singoli produttori: una parte coltiva le piante, sempre secondo le regole del nostro disciplinare, e vende i petali di rosa ai produttori di sciroppo e confetture; mentre altri si occupano anche della trasformazione in prodotti derivati che vendono in azienda o negli stand delle fiere alle quali l’Associazione partecipa”.

La Valle Scrivia ha condizioni ambientali favorevoli all’attecchimento ed alla coltivazione delle rosacee; non a caso in vallata, sino agli anni ‘70, era assai diffusa la coltivazione delle rose da sciroppo, effettuata sia nei parchi delle ville, sia negli orti e giardini delle abitazioni contadine soprattutto per il valore officinale e alimentare di sciroppi, confetture e altre ricette particolari confezionate con i petali o i frutti.
Questi prodotti, però, erano destinati al solo auto consumo delle famiglie. L’Associazione “Le rose della Valle Scrivia”, invece, promuove il commercio e  la diffusione, a livello locale e nazionale, dello sciroppo e degli altri prodotti derivati dai petali  di rosa; ecco perché fa anche parte del Presidio sciroppo di rose Slow Food.

Le varietà di rose

Per i loro prodotti, i membri dell’Associazione “Le rose della Valle Scrivia” utilizzano due varietà di piante: la rosa Muscosa e la rosa Rugosa.
Rosa centifolia muscosa (immagine in basso): si dice sia sorta casualmente nei pressi di Carcassone. Le rose muscose erano molto popolari nel XIX secolo, soprattutto in Inghilterra durante il periodo vittoriano.
Sono mutazione spontanee di rosa Centifolia caratterizzate da una forma muscosa che può ricoprire i sepali, il calice e gli steli e che producono un’essenza aromatica e vischiosa.
Per l’aspetto e la colorazione dei fiori sono simili alle altre rose antiche, ma sono facilmente riconoscibili grazie al denso muschio che ricopre gli steli dei fiori. Il muschio si forma dall’incremento del numero delle spine e dalla peluria rigida sugli steli, Molte varietà sono state prodotte in Francia e sono state chiamate “mousseaux”.
Rosa Rugosa: questo cespuglio cresce selvàtico sulle coste della Siberia orientale, nord est della Cina e nord del Giappone; sopporta bene la salsedine e cresce bene in terreni poveri e sabbiosi.
La stagione della fioritura è più lunga rispetto alla maggior parte delle altre rose e dura tutta l’estate.
Il nome latino deriva dalle foglie che si distinguono per essere rugose e per avere venature molto evidenti. Altra caratteristica sono le bacche grandi e rotonde.

La ricetta dello sciroppo

Per lo sciroppo di rose sembra che non esista una ricetta precisa perchè ogni produttore ha il suo metodo particolare e unico. In genere i petali delle rose, raccolti tra fine maggio e inizio giugno, vengono immersi nell'acqua, precedentemente portata ad ebollizione, e lasciati in infusione per circa 24 ore. Dopo questo periodo vanno filtrati e strizzati, viene aggiunto lo zucchero e il tutto va fatto bollire, tenendo la temperatura il più bassa possibile perchè lo sciroppo non deve cuocere. Lo sciroppo, nella variante della Valle Scrivia, viene fatto bollire tra i 15 e i 30 minuti e si aggiunge il succo di un limone per ogni litro d'acqua. Per ogni litro di acqua occorrono 300 grammi di petali e da 1 kg, a 1,5 kg di zucchero.
Il prodotto viene poi imbottigliato quando è ancora caldo, per migliorarne la conservazione.


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