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Adotta anche tu un albero di castagne

20-11-2009

Adotta anche tu un albero di castagne. Questo slogan caratterizzerà la campagna lanciata sul web dall'Agenzia di Sviluppo GAL Genovese. L'obiettivo è chiaro e ambizioso: salvaguardare il patrimonio boschivo castanicolo nella nostra regione e nella provincia di Genova.
Qui la produzione di castagne risulta ben distribuita su buona parte del territorio, con valori superiori ai 10 quintali nei Comuni di Borzonasca, Ne e S. Colombano, Lumarzo, Moconesi, Uscio, Zoagli e Crocefieschi. Se si considera poi il comparto della farina, l’area di produzione si restringe alla zona della Valle Sturla e della Val Graveglia e di S. Colombano, e raggiunge gli oltre 10 quintali a Borzonasca.
Diverse le qualità di castagna che caratterizzano il nostro entroterra, come la Seigrette e la Buiasca. Ed ancora Boineve, Giaou, Carpeinese, Serveighe du Giaou e Gentile.
“Tutte queste qualità potrebbero essere ulteriormente valorizzate per le loro peculiarità – interviene Marisa Bacigalupo, presidente GAL - . E questo è solo un esempio delle forti potenzialità che il settore presenta nel nostro entroterra. Un paesaggio costellato di alberi di castagno e di altre testimonianze legate a questa cultura, come i tantissimi mulini (oggi in gran parte dismessi ma che costituiscono un vero e proprio patrimonio) e seccherecci che fanno bella mostra di sé nei nostri paesi valligiani. Qui si tramandano ancora le antiche ricette della cucina cosiddetta “povera”, spesso a base di farina di castagne”.
Interessante dal punto di vista economico anche la filiera del legno di castagno, infatti i cedui castanili liguri possono offrire tutti gli assortimenti richiesti dal mercato, sia per le grandi opere (tetti, travature, recinzioni e imbrigliature) che per la mobilia e gli infissi, nonché per gli usi agricoli e i mille oggetti che un tempo riempivano le case dei cittadini dell’entroterra.
“Da tutti questi elementi vogliamo ripartire per dar ossigeno a un settore che può essere volano di sviluppo per le nostre valli – prosegue Marisa Bacigalupo - e che oggi chiede un sostegno. In primo luogo per ringiovanire il patrimonio boschivo spesso un po’ troppo vecchio e quindi più facilmente attaccabile da malattie e parassiti”.
Già in passato la squadra che fa capo al GAL aveva portato avanti progetti legati alla tutela e alla promozione di questa risorsa economica e culturale, come l'adesione alla Strada Europea del Castagno oppure gli studi e le pubblicazioni dedicate a questo tema. Nonché dando vita ad una specifica associazione di via di prodotto “La strada del castagno e dei suoi prodotti delle valli genovesi”. Adesso l’idea dell’adozione.
“Il gesto di adottare un albero di castagno va interpretato come un riappropriarsi di un pezzo della nostra cultura contadina – conclude Marisa Bacigalupo - . E allo stesso tempo come un modo per contribuire al mantenimento del paesaggio agrario e alla cura del territorio. Gli alberi adottati potrebbero essere poi “presi in carico” dalle Cooperative che nelle vallate del nostro entroterra portano avanti questa attività. Un lavoro oggi di nicchia, ma che speriamo domani torni a essere caratterizzante della nostra economia agricola di filiera agroalimentare e gastronomica”.




 

 


 

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